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Molte vicende lontane nel tempo geologico, ma prossime nello spazio coinvolto, improntano i caratteri geoambientali del Sesia Val Grande Geopark. Il geoparco si estende tra la Valsesia e il Parco Nazionale Val Grande e comprende i territori limitrofi di Valsessera, Prealpi biellesi, Val Strona, bassa Val d’Ossola e alto Verbano. Il territorio annovera un’associazione di rocce di crosta profonda, media e superiore che da tempo costituisce un modello senza precedenti per l’interpretazione dei dati geofisici di crosta continentale, da anni oggetto di studio da parte di scienziati da tutto il mondo. Queste rocce sono state esposte in superficie dalla collisione tra il continente Africano e quello Europeo, che, negli ultimi 100 milioni di anni, ha causato l’orogenesi Alpina. Lungo le Alpi, il limite tra i due continenti corrisponde alla Linea Insubrica (o Linea del Canavese).
Nella stessa area emerge il Supervulcano del Sesia, un vulcano fossile collassato circa 280 milioni di anni fa formando una enorme caldera; i resti di questo supervulcano e del suo sistema di alimentazione sono
straordinariamente ben esposti. L’accessibilità del territorio consente ai visitatori di camminare su frammenti di mantello sub-continentale, visitare il contatto tra un’enorme intrusione gabbrica e le rocce della crosta profonda per vedere come si forma un magma granitico, vedere le radici e il tetto di un plutone granitico e ammirare le brecce caotiche prodotte dalla super-eruzione esplosiva che ha portato alla formazione della caldera. Le falde impilate europee e africane che hanno formato la catena alpina sono meravigliosamente esposte sul massiccio del Monte Rosa e lungo la bassa Val d’Ossola. A nordovest della Linea del Canavese, il pubblico può visitare affioramenti di rocce metamorfiche già sottoposte ad altissima pressione, comprendenti anche frammenti della crosta oceanica della Tetide, che un tempo divideva Africa ed Europa.
Estendendosi dagli inizi della Pianura Padana alle vette delle Alpi, il Geoparco Sesia Val Grande offre anche l’opportunità di osservare le tracce del cambiamento climatico, registrato dalla geomorfologia pleistocenica,
dal recente ritiro dei ghiacciai e dagli insediamenti umani risalenti al Paleolitico testimoniati nelle grotte carsiche del Monte Fenera.
La presenza e la quantità dei diversi tipi litologici hanno favorito una cultura della pietra che si percepisce non solo nell’antropologia del paesaggio, ma anche nelle grandi realizzazioni architettoniche dove si possono ricordare le eccellenze del Duomo di Milano con il marmo rosa di Candoglia e la basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma con i graniti di Montorfano.

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Un territorio da scoprire

un grande parco da visitare

Parco Nazionale
 
Supervulcano
Parco Nazionale Val Grande
info@parcovalgrande.it
  Ass. “Supervulcano Valsesia”
info@supervulcano.it

 

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