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Ecomusei

Gli Ecomusei sono quelle Istituzioni che si occupano di studiare, tutelare e far conoscere la memoria collettiva globale di una comunità delimitata geograficamente e il suo rapporto storico e attuale con le risorse ambientali del territorio.

Un ecomuseo è caratterizzato dal profondo legame con il territorio, dalla conoscenza dei rapporti che legano l'uomo all'ambiente in cui vive, dal fatto di non essere un museo come solitamente si intende, cioè come luogo chiuso in cui si collocano oggetti e reperti. Rappresenta anche uno stile di vita, inteso come economia, lavoro, arte e cultura che vengono colti nei rapporti tra un popolo e il suo territorio.

 

Ecomuseo del territorio e della cultura Walser

Comprende le località di Alagna, Riva Valdobbia, Mollia, Rassa, Campertogno, Carcoforo, Rimasco, Rima e Rimella, che testimoniano l'epopea del popolo walser che ha colonizzato le terre alte della Valsesia nel XIII secolo.
http://www.comunitamontanavalsesia.it/ecomuseo/ecomuseo-della-cultura-walser.html

Ecomuseo della bassa Valsesia “Colli di Seso”

Ha sede a Valduggia e comprende le località di Valduggia, Cellio e Breia. In questo territorio è importante la civiltà contadina con le sue testimonianze, la sua ricchezza di arte e cultura che deve essere conosciuta e valorizzata.
http://www.comunitamontanavalsesia.it/ecomuseo/ecomuseo-della-cultura-contadina.html

Oasi Zegna

E' un progetto di valorizzazione e tutela dell'ambiente nato nel 1993; è la naturale eredità dell'opera che Ermenegildo Zegna, imprenditore tessile, avviò negli anni '30 nel territorio circostante il paese di Trivero, sede del Lanificio Ermenegildo Zegna. Si tratta oggi di un'area delle Alpi Biellesi ampia circa 100 km2, situata fra Trivero e la vicina Valle Cervo e in grado di offrire strutture ricettive e sportive, percorsi tematici con pannelli divulgativi, oltre a proporre numerose attività culturali.
A mezza costa all'interno dell'area si snoda la strada conosciuta come “Panoramica Zegna”che collega Trivero all'adiacente Valle Cervo e offre un eccezionale panorama sulla Pianura Padana, dalle cime della Lombardia fino alla piramide del Monviso.
Simbolo dell'Oasi è un coleottero endemico della zona, il raro Carabus olympiae: molto ambito dai collezionisti, ha rischiato l'estinzione negli anni '90 ed è ora tutelato grazie al progetto europeo LIFE Carabus.
L'Oasi Zegna ha ottenuto, nel 2014, il patrocinio del FAI- Fondo Ambiente Italiano, con il quale collabora in progetti di valorizzazione e salvaguardia ambientale.
www.oasizegna.com

Ecomuseo della Pietra Ollare e degli Scalpellini

ecomuseo malesco

L'ecomuseo della Pietra Ollare e degli Scalpellini (Ecomuseo ed leuzerie e di scherpelit in dialetto maleschese) è stato istituito dalla Regione Piemonte il 27 marzo 2007. Il percorso ecomuseale si svluppa fra i centri storici di Malesco, Finero e Zornasco e giunge fino all'Alpe Straolgio. Il Comune di Malesco è da sempre legato alla pietra e al lavoro degli scalpellini. Anche il paesaggio circostante è dominato dalla presenza di questo elemento, basti pensare alle marmitte glaciali della Cascata della Loana, scavate nella roccia, o ai giacimenti di Pietra Ollare e di Marmo. Antichi alpeggi e luoghi di culto testimoniano il legame che da lungo tempo l'uomo ha con la pietra e che è documentato sin dalla preistoria da coppelle scavate nei massi. Anche nell'architettura la pietra è il materiale dominante, dai muri delle case ai tetti, dai balconi alle grondaie.
Tutta la zona è storicamente legata all'utilizzo, in particolare, della pietra ollare: è un materiale facilmente lavorabile ed eccezionalmente resistente al calore, tanto da diventare fondamentale per la produzione di camini, stufe e delle tipiche pentole di pietra, ma anche per la fabbricazione di elementi architettonici.
Tra i numerosi luoghi che costituiscono l'ecomuseo vale la pena ricordare il Museo del Parco Nazionale della Val Grande, dedicato proprio alla Pietra Ollare e ai suoi molteplici utilizzi. Interessanti sono anche l'antico Mulino dul Tac e il Lavatoio Storico.

Ecomuseo del Granito di Montorfano

L’Ecomuseo del Granito coinvolge il territorio mergozzese e i suoi dintorni, dove spicca il rilievo del Montorfano. In questo massiccio isolato di granito bianco sono evidenti le attività di escavazione che da vengono attuate da almeno quattro secoli: la roccia che lo costituisce infatti è particolarmente sana e compatta, adatta alla coltivazione lapidea. Il massiccio del Montorfano fa parte dei cosiddetti "Graniti dei Laghi", formatisi tra i 295 e i 282 milioni di anni fa circa, nel Permiano.
Una delle più belle testimonianze dell'utilizzo di questo materiale sono le fortificazioni della "Linea Cadorna" ma la presenza dell'uomo in questa zona è testimoniata sin dall'età della pietra: alcuni reperti risalenti a questo periodo sono conservati nel Civico Museo Archeologico. Visitare il territorio dell'Ecomuseo permette di comprendere come la vita umana sia stata profondamente condizionata dalle risorse del territorio e come nel tempo, a sua volta, l'uomo lo abbia modificato con le sue attività.
Tra i vari punti di interesse uno dei più suggestivi è il borgo di San Giovanni, edificato secondo le tipologie edilizie tradizionali e circondato da terrazzamenti a coltivo. Qui l'omonima chiesetta rappresenta una bella testimonianza del romanico locale.
Tratto da: www.ecomuseogranitomontorfano.it

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