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Ecomusei

Gli Ecomusei sono quelle Istituzioni che si occupano di studiare, tutelare e far conoscere la memoria collettiva globale di una comunità delimitata geograficamente e il suo rapporto storico e attuale con le risorse ambientali del territorio.

Un ecomuseo è caratterizzato dal profondo legame con il territorio, dalla conoscenza dei rapporti che legano l'uomo all'ambiente in cui vive, dal fatto di non essere un museo come solitamente si intende, cioè come luogo chiuso in cui si collocano oggetti e reperti. Rappresenta anche uno stile di vita, inteso come economia, lavoro, arte e cultura che vengono colti nei rapporti tra un popolo e il suo territorio.

ECOMUSEO DELLA VALSESIA

È stato istituito nel 1999 per valorizzare e tutelare la memoria storica e le espressioni della cultura materiale valsesiane, dando rilievo allo stretto legame fra storia umana ed evoluzione del paesaggio.
L’Ecomuseo è suddiviso in:

Ecomuseo del territorio e della cultura Walser

Comprende le località di Alagna, Riva Valdobbia, Mollia, Rassa, Campertogno, Carcoforo, Rimasco, Rima e Rimella, che testimoniano l'epopea del popolo walser che ha colonizzato le terre alte della Valsesia nel XIII secolo.
www.atlvalsesiavercelli.it/ecomuseo_territorio_e_cultura_walser_ita.php

Ecomuseo della bassa Valsesia “Colli di Seso”

Ha sede a Valduggia e comprende le località di Valduggia, Cellio e Breia. In questo territorio è importante la civiltà contadina con le sue testimonianze, la sua ricchezza di arte e cultura che deve essere conosciuta e valorizzata.
www.atlvalsesiavercelli.it/ecomuseo_bassa_valsesia_ita.php

Per approfondimenti: http://www.atlvalsesiavercelli.it/ecomusei_1.php

ECOMUSEO DEL BIELLESE

L'Ecomuseo del Biellese è stato istituito dalla Regione Piemonte il 1º marzo 2000. È costituito da molteplici realtà (aree naturali, musei, istituzioni culturali…) che testimoniano la trasformazione del territorio biellese, la cui storia è caratterizzata dal passaggio dall’economia rurale e artigianale a quella industriale tessile. Si compone di 15 cellule ecomuseali e numerose istituzioni culturali locali; quattro di queste sono incluse nel geoparco:

• Fabbrica della ruota – Pray
http://cultura.biella.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese/Celluleeistituzioni/FabbricadellaRuota-Pray.html

• Museo laboratorio del Mortigliengo - Mezzana Mortigliengo, frazione Mino
http://cultura.biella.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese/Celluleeistituzioni/MuseoLaboratoriodelMortigliengo-MezzanaMortigliengo.html

• Ex mulino Susta – Soprana
http://cultura.biella.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese/Celluleeistituzioni/ExMulinoSusta-Soprana.html

• Oasi Zegna - Trivero
http://cultura.biella.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese/Celluleeistituzioni/OasiZegna-Trivero.html

Come descritto nel sito dell’Ecomuseo «le cellule ecomuseali operano per la conservazione di patrimoni documentari, reperti, pratiche tecniche e modelli socio-culturali a rischio e si integrano nell'Ecomuseo reinterpretando e attualizzando la tradizione, con l'obiettivo di coinvolgere gli abitanti e favorire uno sviluppo locale sostenibile. Collezioni di utensili e attrezzature trovano spazio all'interno di edifici storici; itinerari tematici segnalati conducono alla scoperta di luoghi rappresentativi delle comunità e restituiscono il ciclo di vita e di lavorazione dei prodotti della terra e dell'industria. Le istituzioni culturali partecipano a questo progetto mettendo a disposizione i propri patrimoni documentari e le proprie competenze.»
Per approfondimenti: cultura.biella.it/on-line/Welcomepage/EcomuseodelBiellese.html
Informazioni: Ecomuseo del Biellese, presso Provincia di Biella - Assessorato alla Cultura Via Quintino Sella 12 - 13900 Biella - tel. 015 8480899 - fax 015 8480740 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

ECOMUSEO DELLA PIETRA OLLARE E DEGLI SCALPELLINI

ecomuseo malesco

L'ecomuseo della Pietra Ollare e degli Scalpellini (Ecomuseo ed leuzerie e di scherpelit in dialetto maleschese) è stato istituito dalla Regione Piemonte il 27 marzo 2007. Il percorso ecomuseale si svluppa fra i centri storici di Malesco, Finero e Zornasco e giunge fino all'Alpe Straolgio. Il Comune di Malesco è da sempre legato alla pietra e al lavoro degli scalpellini. Anche il paesaggio circostante è dominato dalla presenza di questo elemento, basti pensare alle marmitte glaciali della Cascata della Loana, scavate nella roccia, o ai giacimenti di Pietra Ollare e di Marmo. Antichi alpeggi e luoghi di culto testimoniano il legame che da lungo tempo l'uomo ha con la pietra e che è documentato sin dalla preistoria da coppelle scavate nei massi. Anche nell'architettura la pietra è il materiale dominante, dai muri delle case ai tetti, dai balconi alle grondaie.
Tutta la zona è storicamente legata all'utilizzo, in particolare, della pietra ollare: è un materiale facilmente lavorabile ed eccezionalmente resistente al calore, tanto da diventare fondamentale per la produzione di camini, stufe e delle tipiche pentole di pietra, ma anche per la fabbricazione di elementi architettonici.
Tra i numerosi luoghi che costituiscono l'ecomuseo vale la pena ricordare il Museo del Parco Nazionale della Val Grande, dedicato proprio alla Pietra Ollare e ai suoi molteplici utilizzi. Interessanti sono anche l'antico Mulino dul Tac e il Lavatoio Storico.
Per approfondimenti: http://ecomuseomalesco.it/

ECOMUSEO DEL GRANITO DI MONTORFANO

L’Ecomuseo del Granito coinvolge il territorio mergozzese e i suoi dintorni, dove spicca il rilievo del Montorfano. In questo massiccio isolato di granito bianco sono evidenti le attività di escavazione che da vengono attuate da almeno quattro secoli: la roccia che lo costituisce infatti è particolarmente sana e compatta, adatta alla coltivazione lapidea. Il massiccio del Montorfano fa parte dei cosiddetti "Graniti dei Laghi", formatisi tra i 295 e i 282 milioni di anni fa circa, nel Permiano.
Una delle più belle testimonianze dell'utilizzo di questo materiale sono le fortificazioni della "Linea Cadorna" ma la presenza dell'uomo in questa zona è testimoniata sin dall'età della pietra: alcuni reperti risalenti a questo periodo sono conservati nel Civico Museo Archeologico. Visitare il territorio dell'Ecomuseo permette di comprendere come la vita umana sia stata profondamente condizionata dalle risorse del territorio e come nel tempo, a sua volta, l'uomo lo abbia modificato con le sue attività.
Tra i vari punti di interesse uno dei più suggestivi è il borgo di San Giovanni, edificato secondo le tipologie edilizie tradizionali e circondato da terrazzamenti a coltivo. Qui l'omonima chiesetta rappresenta una bella testimonianza del romanico locale.
Tratto da: www.ecomuseogranitomontorfano.it

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