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Sentieri Tematici

SENTIERO GLACIOLOGICO

     

Il Sentiero Glaciologico, tra i pochi del suo genere in Italia, si sviluppa percorrendo parte della Valle del Sesia e addentrandosi poi per il Vallone di Bors, lungo un comodo percorso della durata massima di 2 ore, che parte dai 1500 m dall’acqua Bianca e giunge all’Alpe Fun d’Ekku, a quota 2070 m. Il percorso offre una spettacolare visione della parete sud del Monte Rosa; lungo il tragitto alcuni pannelli accompagnano l'escursionista, mostrando l'azione dei ghiacciai e i loro effetti, con testi brevi e di facile comprensione, illustrati da numerose immagini.
Ad ogni tappa è possibile scoprire le forme di una valle glaciale, guardando dal vivo circhi, valli sospese, cascate e forre glaciali. Si vedono marmitte dei giganti e rocce levigate dall'azione del ghiaccio, ma non mancano informazioni sui cambiamenti climatici del passato e quelli relativi all'ultimo milione di anni, durante il quale si sono verificate le grandi glaciazioni.
L'ultimo tratto di percorso è una spettacolare passeggiata che percorrendo la cresta di una morena laterale porta all'alpe Fun d'Ekku, meta del percorso e splendida balconata sui ghiacciai del versante sud del Rosa.

SENTIERO GEOLOGICO-PEDOLOGICO DI CIMALEGNA

E' un itinerario ad anello a circa 3000 metri di quota, lungo il quale sono stati collocati 8 pannelli che illustrano la storia geologica di questo settore della catena alpina, le principali rocce affioranti ed i loro suoli. Il sentiero parte dal passo dei Salati, a 2936 m, scende allo storico Istituto Scientifico Angelo Mosso, presso il Lago Bowditch, per proseguire fino all'ex Rifugio Vigevano; si spinge poi ad ovest fino al Col d’Olen (2881 m) e sale al Corno del Camoscio (3024 m) dove si vede un panorama a 360° sul versante meridionale del Monte Rosa, sulla Valsesia e sulla Valle di Gressoney; il percorso infine scende verso nord ritornando al Passo dei Salati.
L’Altopiano di Cimalegna su cui si snoda il percorso è un pianoro glaciale ed è un luogo ideale per esaminare la storia geologica delle Alpi nord-occidentali, con particolare riguardo alle dinamiche geologiche degli ultimi 200 milioni di anni. I pannelli spiegano con fotografie e schemi la storia geologica di questa zona a partire da un antico oceano, la Tetide, fino alla formazione delle Alpi, soffermandosi anche sui suoli, che qui si formano in condizioni particolari per la presenza di una zona quasi pianeggiante, di quote elevate e di condizioni climatiche estreme.
http://www.areeprotettevallesesia.it/files/sent-geologico-pedologico-cimalegna.pdf

SENTIERO RIVALENTI

Realizzato nell'estate del 2014, grazie al GAL Terre del Sesia e al Comune di Vocca (VC), si raggiunge da Isola di Vocca: è un facile percorso che permette ai turisti e agli studiosi di raggiungere le rocce della crosta profonda lungo il fiume Sesia. Sono le rocce più profonde del sistema magmatico dell'antico vulcano che si sono formate a circa 25 km di profondità e sono state e sono state deformate mentre cristallizzavano.

Il sentiero, per volontà del prof. Silvano Sinigoi suo allievo, è stato dedicato al prof. Giorgio Rivalenti un'autorità nel campo della geologia, già docente di Petrologia e Petrografia all'Università di Modena, che aveva dedicato la sua ricerca anche alla zona Ivrea-Verbano

STORIE DI PIETRA

Storie di Pietra

Il sentiero natura si sviluppa nel territorio del Comune di Beura ed è dedicato alla storia secolare che ha legato la popolazione di queste montagne all'uso della pietra. Strade, mulattiere, muri, sostegni, strumenti della vita quotidiana, edifici sia rustici che signorili, tutto veniva realizzato in pietra locale. Nota commercialmente come "beola", questa pietra ha rappresentato il materiale da costruzione per eccellenza fin dall'antichità e viene ancora oggi cavata nel territorio di Beura in tre diverse varietà, apprezzate specialmente come materiale da rivestimento.

In circa un'ora, senza calcolare le soste, è possibile arrivare alla fine del percorso, che ha un dislivello di 279 m ed è facilmente percorribile, anche se sono presenti alcuni tratti ripidi. L'itinerario, illustrato da 11 pannelli, parte dal Municipio di Beura, attraversa l'abitato e risale lungo la mulattiera lastricata e ben segnata che porta a Bissoggio.
La partenza è raggiungibile anche in treno con la linea FS Milano-Domodossola.

Altre informazioni su: www.parcovalgrande.it/percorsi_dettaglio.php?id_iti=265

STORIE GEOLOGICHE: VIAGGIO SPAZIO-TEMPORALE NELLE PROFONDITÀ DELLA TERRA

Sentiero Geologico

Il sentiero geologico tra Vogogna e Premosello Chiovenda è un itinerario attrezzato con pannelli illustrativi che attraversa idealmente la crosta continentale, osservando rocce formatesi a differenti profondità e in periodi diversi. Il percorso è semplice e ben evidente ma con qualche tratto esposto.
Si parte dal castello di Vogogna, salendo verso la Rocca, per poi proseguire lungo le balze rocciose prospicienti la piana del Toce fino a Premosello. Durante la passeggiata si passa dal paleocontinente europeo, coinvolto nella genesi delle Alpi (50 - 30 milioni di anni fa), al paleocontinente africano, che conserva rocce e strutture formatesi circa 300 milioni di anni fa. Nella parte più occidentale, è possibile vedere come le rocce siano state deformate per frizione lungo la “linea del Canavese” (che fa parte del sistema di faglie detto “linea Insubrica) fino a raggiungere addirittura rocce che appartenevano al mantello terrestre, di norma posto a 30-35 km di profondità e qui riportato alla superficie dai processi tettonici. Durante il percorso è possibile fare un altro incontro interessante: le pseudotachiliti, rocce che testimoniano antichi terremoti. Un punto panoramico aperto sulla valle sottostante permette invece di osservare il paesaggio, dove sono evidenti le forme disegnate dagli estesi ghiacciai del passato.

Altre informazioni su: www.parcovalgrande.it/percorsi_dettaglio.php?id_iti=2770

VAL CANNOBINA

È un’area di eccezionale interesse geologico, oltre che paesaggistico e ambientale.
In questa area è particolarmente evidente la crosta continentale intermedia inferiore. È pertanto facile apprezzare rocce normalmente presenti fra i 15 e i 35 km di profondità. Si segnalano almeno tre percorsi escursionistici di grande interesse geologico, dove le caratteristiche dei luoghi, come forme, linee e colori, evidenziano l’evoluzione storica delle rocce e le relative cause, per esempio  glaciazioni o erosioni fluviali.
E’ stato allestito in Gurro un piccolo museo geologico della Valle Cannobina, lungo il secondo percorso fra quelli segnalati di seguito.

PERCORSO N. 1: ORASSO – SPOCCIA

Il torrente Cannobino fra il versante di Orasso e quello di Cursolo Spoccia, visto da Orasso, posto su uno sperone di roccia Panorama sul fondovalle, da Spoccia
L’itinerario parte dalla piazza del paese di Orasso e si sviluppa lungo il vallone del Rio Orasso. Oltrepassato il paese di Orasso, collocato su un tipico terrazzo morenico, ci si inoltra in un fitto bosco di querce, faggi e castagni, che ancora lascia emergere  preziose testimonianze della antica cultura montanara (muretti, terrazzamenti, vecchi prati inselvatichiti, vasche per la lavorazione della canapa, e ciò che rimane di vecchie abitazioni rurali). All’interno dei muretti sono presenti alcuni blocchi rocciosi di forma più o meno arrotondata, di colore ocraceo (peridotiti).  Lungo l’itinerario sono evidenti l’impronta dei ghiacciai e il lavorio di numerosi percorsi torrentizi, che scendono dal versante sud del monte Gridone scavando profondamente il terreno (per esempio la  gola del Rio Gana). Nella prima parte dell’itinerario sono possibili osservazioni geologiche su alcune tipiche rocce in affioramento: kinzigiti e pegmatiti. Quindi, superato un piccolo alpeggio (alpe Gheppio) si scende al paese di Spoccia. Interessante in questo tratto verso l’abitato la presenza di numerosi filoni all’interno di alcune rocce affioranti (appiniti e miloniti).
Il percorso è facile, di tipo escursionistico; si sviluppa su circa 300 m di dislivello e in assenza di neve è percorribile tutto l’anno.

PERCORSO N. 2: ORASSO - CURSOLO - GURRO - DAILA - PROVOLA

La Valle Cannobina dalla vetta del Monte Gridone.  Al centro della foto Gurro Camminando verso Provola; in lontananza il piccolo alpeggio di Daila Resti di una vecchia fornace per la produzione della calce - nei pressi di Gurro
L’itinerario inizia dalla piazza di Orasso per dirigersi verso Cursolo, lungo il tragitto della antica strada mercantile (XII secolo), poi denominata “Strada Borromea” a ricordo di una visita pastorale del Cardinale Borromeo (vescovo di Milano) nel 1574.
Lungo il tragitto manufatti e impronte antropiche della vecchia cultura montanara accompagnano l’escursionista: si consiglia una visita all’Oratorio del Sasso, testimonianza della religiosità popolare, con alcuni dei più antichi affreschi della Valle, recentemente restaurati.
Poco prima di giungere  a Cursolo, superato un rio con interessanti caratteri geomorfologici (Rio Eira) e  subito dopo un vecchio mulino, il sentiero discende verso la frazione Airetta, e poi a valle per superare il torrente Cannobino su un ponticello (ponte Teia), che supera una delle più profonde  e suggestive gole da erosione fluviale. Qui un tempo per il trasporto del legname verso Cannobio si usava la fluitazione, cioè si facevano galleggiare i tronchi lungo il corso d’acqua.
Terrazzi pluviali, massi erratici come il masso erratico di Gurro, residui di una vecchia cava di marmo attirano l’interesse dell’escursionista.
Superato il paese di Gurro, dov’è allestito il museo geologico della Valle, si raggiungono i piccoli alpeggi di Daila e Provola, posti sugli antichi fondovalle, dove è facile riconoscere una antica torbiera e antiche rocce montonate, testimonianza del passaggio del ghiacciaio.
Il percorso è di tipo escursionistico; si sviluppa su circa 440 m di dislivello e in assenza di neve è percorribile tutto l’anno.

PERCORSO N. 3: ORASSO - MONTE TORRIGGIA

La vetta del Monte Torriggia, d'inverno Pino mugo in primo piano sul Monte Torriggia. Sullo sfondo le rocce del Monte Gridone Salendo verso Monte Vecchio. Antichi terrazzamenti
La salita al monte Torriggia consente una splendida visione contemporaneamente sia sulla Valle Vigezzo che  sulla Valle Cannobina, fino  al gruppo del  Monte Rosa e con una panoramica dell’area del Sesia-Valgrande Geopark. Salendo da Orasso a partire dalla piazza del paese e prima di giungere alla frazione Monte Vecchio si incontra un masso erratico, che conferma il ruolo dei ghiaccia nel modellamento dell’area e dove si osservano  alcune incisioni rupestri. Da notare il frequente  affioramento di alcune tipiche rocce della zona: le kinzigiti.
Durante la salita il panorama spazia al di la della valle, verso il monte Zeda e la conca di Gurro. Oltrepassato Monte Vecchio ci si inoltra in un fitto bosco di faggi per arrivare in prossimità della vetta, dove si osservano guglie rocciose costituite da gabbri.  Una ripida cresta consente infine  di raggiungere la vetta del Monte Torriggia, dove vegeta abbondante e rigoglioso  un fitto bosco di “pino mugo”.
Il percorso, escursionistico e di media difficoltà, ha un dislivello di 1000 m e il periodo di percorrenza consigliato è da aprile a novembre.

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