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Geositi

Cos'è un geosito?

Come lascia intuire la parola stessa è un sito di particolare interesse geologico: infatti “un geosito può essere definito come località area o territorio in cui è possibile individuare un interesse geologico o geomorfologico per la conservazione” (W.A. Wimbledon, 1995).
La rilevanza di un geosito può essere di carattere locale, regionale, nazionale o internazionale, ma tutti testimoniano la storia del nostro Pianeta: valorizzare e proteggere queste aree significa promuovere la conoscenza dell'ambiente che ci circonda e contribuire alla conservazione dei sistemi viventi.
Nel loro complesso infatti i geositi sono l' “espressione della geodiversità di un territorio, intesa come gamma dei caratteri geologici, geomorfologici, idrologici e pedologici presenti in una data area, e tali caratteristiche risultano determinanti per le diverse specie che in tali territori vivono”; per questo “si può ritenere che la conservazione della geodiversità e la tutela del patrimonio geologico contribuiscono a combattere la perdita della biodiversità ed al mantenimento dell’integrità degli ecosistemi” (ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Link:
http://www.geologiaeturismo.it/node/6
http://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/suolo-e-territorio-1/tutela-del-patrimonio-geologico-parchi-geominerari-geoparchi-e-geositi

I geositi del Sesia Valgrande Geopark

I siti illustrati di seguito sono rappresentativi di aree geologiche di notevole importanza, molte delle quali studiate da scienziati di tutto il mondo. Le lettere fra parentesi indicano la rilevanza di ciascun geosito:

(I): siti di interesse internazionale
(N): siti di interesse nazionale
(R): siti di interesse regionale

1) Chiesa di Albo (I): rocce metamorfiche della Zona Ivrea Verbano, area geologica famosa fra gli scienziati di tutto il mondo.
GeositiAlbo1
2) Candoglia (I): cave di marmo rosa  del Duomo di Milano.

Marmo di Candoglia: la Cava Madre vista da Ornavasso  geositiCandoglia2
3) Premosello Chiovenda (I): contatto fra rocce della crosta continentale profonda e del mantello continentale, che eccezionalmente affiora in superficie.
geositiPremosello3
4) Finero (I): Cava di peridotiti, rocce del mantello terrestre che costituiscono il Corpo basico-ultrabasico di Finero, uno dei più studiati al mondo.

5) Fiume San Bernardino (N): rocce metamorfiche dell'unità Scisti dei laghi, modellate dall'azione glaciale.
geositiSanBernardino5
6) Pian d'Arla, lungo la strada Cadorna (I): Scisti dei Laghi e visione globale del gruppo Monte Zeda.
geositipiandarla6
7) Ponte Nivia (I):  Anfiboliti a banda, rocce metamorfiche della Zona Strona-Ceneri, molto studiata a livello europeo.

8) Strada Cadorna (I): intorno al Monte Bavarione sono esposti tutti i tipi di rocce della Zona Strona-Ceneri, studiata da molti scienziati europei.
geositimonteBavarione8
9) Ponte Casletto (I): affioramento di “Cenerigneiss”, rocce derivate dal metamorfismo di una roccia sedimentaria; la loro complessa storia è ancora fortemente dibattuta.
geositipontecasletto9
10) Spoccia Orasso (I): miloniti, rocce formate lungo la linea Cossato-Mergozzo-Brissago, faglia sviluppata ad alta profondità e ad alta temperatura.

11) Spoccia (I): miloniti della linea Cossato-Mergozzo-Brissago e loro relazione con le rocce dell'intrusione basica (Complesso Basico della Zona Ivrea Verbano).

12) Valle Pogallo (I): miloniti formate in corrispondenza della linea del Pogallo, faglia il cui ruolo è cruciale nell'interpretazione della storia geologica della Serie dei Laghi.
geositiMilonitipogallo12
13) Castello di Vogogna (I): qui sono esposte le miloniti relative al più importante sistema di faglie delle Alpi, la Linea Insubrica.

14)  Premosello-Vogogna (I): vi sono esposti i cosiddetti “terremoti fossili” (pseudotachiliti): si sono formati lungo piani di faglia che hanno causato un terremoto.

15) Scopetta, vecchio ponte sul fiume Sesia (I): miloniti della Linea Insubrica, il più importante sistema di faglie delle Alpi.

Ponte dei Dinelli  Panoramica del geosito  Dettaglio delle miloniti

16) Balmuccia (I): una delle peridotiti di mantello meglio conservate al mondo.

Panoramica del geosito  Dettaglio di una peridotite  Filoni grigi ricchi di pirosseni nelle peridotiti

17) Isola di Vocca (I): rocce basiche (Complesso Basico della Zona Ivrea Verbano) deformate ad alte temperature.

Panoramica del geosito Pieghe evidenziate da bande nere di pirossenite Faglie evidenziate dalle bande di pirosseniti

18) Isola di Vocca, presso il Croso Gavala (I): rocce della crosta incorporate nel Complesso Basico.

Rocce della crosta incorporate nel Complesso Basico

19) Aniceti (I): Camera magmatica del Complesso Basico; vi si trovano le strutture magmatiche meglio conservate.

Sciami intrusi basici Gruppo sul geosito  Strutture magmatiche di Aniceti

20) Bocciolaro (I): Camera magmatica del Complesso Basico; qui le strutture magmatiche sono allungate perché si trovavano a una maggiore profondità.

Panoramica del Geosito Dettaglio del Geosito

21) Crevola (I): contatto fra diverse rocce della Zona Ivrea Verbano, il Complesso Basico e la Formazione Kinzigitica.



22) Valsessera – La Frera (R): faglie  che tagliano le rocce del Complesso Basico e altre strutture di deformazione ad alta temperatura.

Gabbro tagliato da microfaglia  Dettaglio

23) Ponte di Agnona (I): mescolamento di rocce basiche e acide, che si trovavano a una profondità di pochi chilometri nella crosta superiore.

Panoramica del geosito Dettaglio delle rocce del geosito 24) Prato Sesia (I): megabreccia di caldera.  E' una associazione caotica di rocce formata durante il collasso di una caldera: giganteschi blocchi di rocce diverse, racchiusi in un tufo rinsaldato.

Tufo con inclusi blocchi rocce più scuri Dettaglio di blocchi inclusi nel tufo

25) Piancone (I): rocce della crosta incorporate nel Complesso Basico; al loro interno è possibile trovare bande sottili di corindone.

Banda di paragneiss inclusa nei gabbri e tagliata da filone tardivo

26) Gargallo (I): riempimento e bordo della caldera formata con una supereruzione. Contiene frammenti di pomice e un grande masso di scisto di più di 200 metri di diametro.

27) Massiccio del Monte Rosa (N): il massiccio è principalmente formato da graniti e gneiss. E' possibile vedere numerosi ghiacciai, che fra espansioni e ritiri hanno modellato il paesaggio.

Il versante sud del massiccio visto dalla Valsessera Evidenti cristalli in una roccia proveniente dal Monte Rosa Ghiacciai e morene del Monte Rosa

28) Miniere d'oro del Monte Rosa (I): miniere aurifere e antiche strutture minerarie.

Macina fra le rovine delle strutture minerarie

29) Stofful (R): serpentinite con talco; si tratta della “pietra ollare”, roccia tenera e facilmente lavorabile che era cavata per ottenere pentole e stufe.

30) Cimalegna (N): sentiero geologico-pedologico in alta montagna, percorso circolare con pannelli che illustrano la storia geologica di questa zona delle Alpi, i principali affioramenti e i loro suoli.

Geoturismo sul percorso geologico Panorama sulla valle dell’Olen Pieghe nelle rocce lungo il percorso

31) Da Wold a Fum d'Ekku (R): sentiero glaciologico; percorso con pannelli che illustrano la storia geologica e glaciologica dei siti visitati.

Vista sul Monte Rosa dalla morena di Fum d’Ekku Morfologie glaciali nella valle di Bors Marmitte dei Giganti all’Alpe Pile

32) Torre delle Giavine (o Torre di Boccioleto) (R): guglia massiccia di gneiss alta 90 m: denota una tipica struttura per distacco dopo lo scioglimento di un ghiacciaio.

La torre La torre Panorama invernale

33) Unipiano (R): un terrazzo glaciale, relitto dell'antico fondovalle modellato dal ghiacciaio del Sesia quando ha raggiunto l'area di Varallo.


 
34) Sambughetto (N): complesso di grotte presenti nel “marmo di Valle Strona” e museo geo-paleontologico “Bertolani”, dedicato a rocce, minerali e fossili della valle.

 

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