Sesia Val Grande Geopark
L’area del Geoparco
Il Sesia Val Grande Global Geopark, riconosciuto dall’UNESCO nel 2013, si trova nell’Italia nord-occidentale, in quella porzione del Piemonte che si estende dalle Prealpi biellesi al Lago Maggiore, interessando Valsessera, Valsesia, Val Strona, bassa Val d’Ossola, Val Grande e alto Verbano; un’area di oltre 2.200 km² che abbraccia le province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola e comprende il Parco Nazionale della Val Grande, il Parco Naturale Alta Valsesia e Alta Val Strona e il Parco Naturale del Monte Fenera. Raggiungendo i 4559 m della Punta Gnifetti sul Monte Rosa è il Geoparco più alto d’Europa.
Peculiarità geologiche
Una geologia unica al mondo
Il territorio annovera un’associazione di rocce del mantello, crosta profonda, media e superiore che costituisce uno straordinario patrimonio geologico e da anni è oggetto di studio da parte di scienziati di svariate nazionalità. Queste rocce sono state portate in superficie grazie al processo collisionale tra il continente Africano e quello Europeo, che, a partire da circa 65 milioni di anni fa, ha causato l’orogenesi Alpina. Oggi costituiscono una delle sezioni geologiche più spettacolari al mondo. Lungo le Alpi, la sutura tra i due continenti corrisponde al sistema di faglie noto come Linea Insubrica, chiamata Linea del Canavese nel tratto occidentale.
Il Supervulcano fossile
A rendere ancora più straordinaria la sezione geologica del Geoparco è l’esistenza, nella sua parte meridionale, del cosiddetto “Supervulcano del Sesia”. Vi si riconoscono le rocce appartenenti al suo profondo sistema di alimentazione e alla sua caldera, formatasi con un’eruzione esplosiva nel Permiano, circa 278 milioni di anni fa. L’orogenesi alpina ha “rovesciato” il sistema magmatico di 90° permettendone l’esposizione completa lungo la Valsesia.
IL Monte Rosa
La storia delle Alpi nord-occidentali è ben rappresentata dalle formazioni geologiche che affiorano sul Monte Rosa, con particolare riguardo alle dinamiche degli ultimi 200 milioni di anni: dalla separazione dei paleocontinenti europeo e africano, alla formazione dell’oceano mesozoico della Tetide, alla subduzione e chiusura del Bacino Ligure-Piemontese, alla collisione delle placche crostali, fino alla formazione dei filoni auriferi della tarda fase mesoalpina (circa 30 milioni di anni fa) e che costituiscono il più grande distretto aurifero d’Italia.
La Moho
In pochi luoghi al mondo è possibile vedere con i propri occhi il confine tra la crosta e il mantello terrestre, la cosiddetta discontinuità di Mohorovičić (Moho).
In Valsesia e in Val d’Ossola, grazie ai processi tettonici, questo limite è affiorato in superficie: qui si osservano rocce del mantello (peridotiti) accanto a rocce della crosta profonda (gneiss e anfiboliti).
Un’occasione unica per comprendere la dinamica interna del pianeta e l’origine stessa delle montagne europee.
Le grotte dei Neanderthal
Il massiccio carbonatico del Monte Fenera, in Valsesia, racchiude un sistema carsico complesso, costituito da grotte, pozzi e gallerie. In esso si sono sviluppate più di 80 cavità. Alcune presentano una parte atriale molto ampia e una di esse, in particolare, la Ciota Ciara, ha restituito reperti dell’Uomo di Neanderthal risalenti a quasi 300.000 anni fa.
Le mappe
La geodiversità del Geoparco è presentata attraverso due carte:
- una mostra la geologia del Geoparco secondo una versione semplificata della carta GeoPiemonte (Piana et Al. 2018) e l’elenco dei geositi e dei geomusei nell’area;
- l’altra illustra il paesaggio geomorfologico e i suoi processi morfodinamici, nonché un riquadro per la localizzazione del Geoparco in Italia, le strade di accesso, i geositi e i geopercorsi.