Miniere aurifere del Monte Rosa
Secondo alcune fonti storiche, già nel XVI secolo la famiglia Scarognini di Varallo Sesia sfruttava le miniere d’oro del Monte Rosa. Solo dal 1592 si hanno documenti attendibili, quando alcuni abitanti del luogo chiesero e ottennero dal governatore di Milano il permesso di scavare. Nel corso del XVII secolo lo sfruttamento avvenne principalmente grazie all’opera della famiglia D’Adda, di Milano, legata agli Scarognini.
Nel 1707 la Valsesia fu ceduta, grazie al Trattato di Torino, firmato nel 1703, ai Savoia. Lo Stato piemontese assunse gradualmente la gestione diretta delle miniere. Le miniere di Alagna attirarono un gran numero di minatori che contribuirono a modificare la vita demografica e sociale del paese.
Il blocco denominato “Fabbrica di San Lorenzo” ad Alagna Valsesia è tutto ciò che resta dei tre edifici che costituivano il “quartiere dell’oro” chiamato “Kreas” alla fine del XIX secolo. Al suo interno è possibile vedere quattro grandi mulini per la frantumazione del minerale aurifero, sostituiti alla fine del XIX secolo. Il vasto complesso per la raffinazione dell’oro fu costruito nel XVIII secolo vicino alla “Cava Vecchia”, già conosciuta e utilizzata nel secolo precedente. Un altro edificio molto ben conservato è quello di Santa Maria.